Il mito della prestazione sessuale che associa la qualità del rapporto sessuale con la sua durata, sembra ad oggi essere ancora vivo nell’immaginario comune.

La credenza diffusa che impiegare molto tempo per raggiungere l’orgasmo sia indice di virilità nell’uomo e della sua competenza sessuale, intesa come la capacità di soddisfare sessualmente il partner, può generare fraintendimenti.

Tempistiche eccessivamente lunghe possono sfociare infatti in una condizione clinica patologica che può comportare forte disagio per il singolo e per la coppia.

COS’E’ L’EIACULAZIONE RITARDATA?

L’Eiaculazione Ritardata è una disfunzione sessuale caratterizzata da:

  • Marcato ritardo nel raggiungimento dell’orgasmo o dall’assenza totale di eiaculazione” (APA, 2013). La difficoltà o incapacità di eiaculare si verifica nonostante una stimolazione sessuale adeguata; l’eccitazione sessuale è preservata così come il desiderio di eiaculare.
  • Per porre diagnosi i sintomi devono essere presenti per una durata di almeno 6 mesi e verificarsi in tutti, o quasi, i rapporti sessuali.
  • Deve causare alla persona disagio e/o difficoltà interpersonali e non deve essere dovuta agli effetti diretti di una farmaco o una condizione medica specifica.
  • Si distingue in Permanente (lifelong), presente sin dall’inizio dell’attività sessuale, o Acquisita, esordisce dopo un periodo di funzionamento sessuale normale; Situazionale, presente solo in situazioni determinate o con partner specifici, e Generalizzata, si verifica in tutte le situazioni indipendentemente dal partner.
  • Può presentarsi con quadri clinici molto diversi tra loro per gravità e caratteristiche. Nelle situazioni più diffuse la persona riesce a raggiungere l’orgasmo con la masturbazione, mentre sperimenta fatica, o non riesce, a eiaculare attraverso il coito.

QUALI SONO I TEMPI DELL’EIACULAZIONE RITARDATA?

E’ difficile stabilire con precisione l’intervallo non patologico di latenza eiaculatoria, e non vi è un chiaro consenso della comunità scientifica su quale sia il cut-off.

Tuttavia, il tempo medio di un rapporto sessuale corrisponde a 5,4 minuti con un range che oscilla tra i 4 e 10 minuti circa. Se si superano i 25/30 minuti si può parlare di eiaculazione ritardata (Sadowsky et al., 2015).

Come per l’Eiaculazione Precoce, oltre alle tempistiche la componente soggettiva legata al disagio personale è fondamentale per porre diagnosi.

LE CAUSE

Le cause organiche coinvolte nell’Eiaculazione Ritardata possono essere di diversa natura: endocrino-metaboliche, neurologiche o chirurgiche a seguito di interventi addomino-pelvico-perineali.

Prima di impostare una percorso psicologico è sempre consigliabile una visita medica specialistica.

Tra le cause principali di natura NON organica troviamo:

  • Abitudini disfunzionali legate alla masturbazione, una differenza significativa di stimolazione tra autoerotismo (ad esempio una masturbazione molto vigorosa) e la penetrazione vaginale, possono portare la persona a sentire poco durante il coito e a non riuscire a raggiungere l’orgasmo;
  • Ansia da prestazione, la persona dopo diversi tentativi in cui fatica a raggiungere l’orgasmo sviluppa una condizione ansiosa dovuta al timore di replicare il fallimento;
  • Conflitti psichici di diversa natura: timore del concepimento, paura di contaminare il partner con lo sperma, angoscia di disintegrazione legata alla perdita di parti di Sé attraverso la fusione con l’altro;
  • Personalità di tipo ossessivo, esigenza di mantenere il controllo, Spectatoring;
  • Vissuti traumatici legati a esperienze sessuali passate;
  • Educazione religiosa rigida o sensi di colpa legati alla sessualità;
  • Problematiche relazionali o di coppia con il partner;
  • Distress, Stanchezza, Preoccupazioni miste.

QUAL E’ L’IMPATTO PSICOLOGICO DELL’EIACULAZIONE RITARDATA?

L’Eiaculazione Ritardata può generare nell’uomo preoccupazioni e vissuti ansiosi che possono portarlo a fingere l’orgasmo durante l’amplesso, o a ricercare meno l’attività sessuale sino al progressivo evitamento dei rapporti.

L’Eiaculazione Ritardata può inoltre promuovere lo sviluppo di altre Disfunzioni Sessuali come il Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile.

All’interno della coppia invece il partner non sintomatico potrebbe sperimentare nel tempo profonda frustrazione e insicurezza rispetto alla propria attrattività e capacità di soddisfare il partner.

L’INTERVENTO PSICOSESSUOLOGICO 

I primi colloqui di consulenza permettono al terapeuta di indagare diversi aspetti caratterizzanti il sintomo sessuale; il piano di intervento viene impostato sulla base delle caratteristiche del paziente e del quadro clinico.

Gli interventi psicosessuologici per l’Eiaculazione Ritardata possono includere protocolli di terapia mansionale integrata, training specifici individuali (per esempio sulla masturbazione se disfunzionale), training di coppia, e interventi volti all’elaborazione dei conflitti sottostanti.

Gli obiettivi della terapia psicosessuologica per l’Eiaculazione Ritardata sono:

  • Promuovere la consapevolezza della persona rispetto al significato personale del sintomo,
  • Gestire il disagio individuale e relazionale legato alla Disfunzione,
  • Abbreviare i tempi di latenza eiaculatoria.

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Bibliografia

APA- American Psychiatric Association (2013), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th ed. (DSM-5), American Psychiatric Association, Washington (trad. It. DSM-5. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014).

Dèttore D. (2018) Trattato di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale. Giunti Editore, Firenze. 

Sadowsky D. J., Butcher M. J., Kohler T. S. (2015), Delayed ejaculation: Medical and psychological treatments and algorithm, Current Sexual Health Reports, 7 (3), 170-179.