L’emergenza legata al Coronavirus ha inflitto ferite profonde e lasciato risonanze emotive più o meno importanti in ognuno di noi. 

L’impatto fisico, psicologico, economico e sociale legato al Covid-19, ci costringe a fare i conti con noi stessi e a misurarci con la nostra resilienza, richiedendoci lo sforzo di riorganizzare e significare questa esperienza a livello personale e collettivo. 

I costi psicologici di questa riorganizzazione sono variabili e possono essere rintracciati in preoccupazioni o timori di diversa natura.

Tuttavia, ciò che può aiutarci in questa fase di attesa, è accogliere e non giudicare i nostri vissuti, sviluppare consapevolezza legata al qui ed ora, e coltivare compassione e gentilezza nei confronti di noi stessi e degli altri.

Ecco dunque 4 suggerimenti per aiutarti a vivere questo tempo con maggior serenità ed efficacia:

1. LASCIA ANDARE I PENSIERI INTRUSIVI CON L’ESERCIZIO DEL CIELO SERENO

In questa condizione può capitare di sentirsi tormentati da pensieri e preoccupazioni legate al tempo futuro: “…E se poi mi ammalo anch’io o i miei cari? Come sarà il mondo da qui in avanti? Come andrà il mio lavoro? Riuscirò a recuperare ciò che ho perso a causa dell’emergenza? Potrò rivedere la mia famiglia o i miei amici come prima?… ” 

Tutto ciò che percepiamo essere fuori dal nostro controllo può provocarci ansia e tormento. 

Il fallimento al nostro bisogno di soluzioni o rassicurazioni può innescare un senso profondo di frustrazione e il rimuginio, se reiterato, può avvelenarci interiormente andando ad amplificare il senso di angoscia.

Possiamo quindi allenarci a gestire i pensieri disfunzionali attraverso un esercizio immaginativo molto semplice:

Quando ci sentiamo invasi da pensieri che ci provocano sofferenza possiamo chiudere gli occhi e immaginare di avere davanti a noi un cielo con tante nuvole, e di scrivere su ogni nuvola con un pennarello ogni pensiero catastrofico che emerge e di cui siamo consapevoli.

Terminata questa operazione, ci concentriamo sull’immagine che abbiamo davanti: un cielo coperto da tante nuvole sulle quali abbiamo scritto tutti i nostri pensieri intrusivi.

Successivamente, sempre tenendo gli occhi chiusi, compiamo un’inspirazione profonda di cinque secondi, seguita da un’espirazione della stessa durata. Mentre rilasciamo l’aria lentamente immaginiamo che tutte le nuvole su cui abbiamo scritto i nostri pensieri vengano trasportate via dal vento per lasciare spazio a un cielo limpido. 

Ci concediamo qualche secondo per contemplare il cielo sereno, e cerchiamo di assorbire e interiorizzare questa immagine di calma, piacevolezza e serenità. 

Attraverso questo esercizio scegliamo consapevolmente di visualizzare dentro di noi un cielo azzurro al posto di un cielo coperto di nuvole. Non abbiamo evitato o nascosto i nostri pensieri, ma ne siamo diventati consapevoli, li abbiamo riconosciuti, guardati e, intenzionalmente, lasciati andare.

2. ACCOGLI LE TUE EMOZIONI E PRESTA ASCOLTO AL CORPO

Oltre alle rimuginazione legata a pensieri ossessivi, questa condizione può generare inevitabilmente sentimenti e vissuti diversi come ansia, paura, frustrazione, rabbia o sentimenti di angoscia.

E’ importante riuscire a riconoscere la portata e la qualità delle emozioni che stiamo provando, accettandole e permettendo loro di occupare uno spazio dentro di noi.

Se avvertiamo una sensazione di ansia proviamo a riconoscere nel corpo dove è localizzata: può essere un nodo alla gola, una costrizione nella zona dello stomaco, mal di testa, rigidità al collo o irrequietezza fisica. Se avvertiamo l’ansia nella zona dell’addome possiamo provare ad appoggiare delicatamente una mano sulla pancia e a compiere tre respiri lenti concentrandoci sulla sensazione ansiosa, come se respirassimo intorno e dentro alla nostra emozione.

Cosi facendo non neghiamo ciò che sentiamo ma lo riconosciamo, gli diamo dignità di esistere e ce ne prendiamo cura.

Possiamo praticare in parallelo esercizi di rilassamento psicofisico come Yoga, Training Autogeno o tecniche di respirazione consapevole.

Non dobbiamo perciò ignorare il nostro corpo e i suoi segnali, bensì partire da esso al fine di raggiungere e conservare una sensazione di maggior benessere ed equilibrio.

3. AGISCI CON CONSAPEVOLEZZA 

Agire con consapevolezza implica essere capaci di distinguere ciò che abbiamo il potere di cambiare da ciò che invece dobbiamo, magari a malincuore, accettare o tollerare.

E’ importante discriminare con consapevolezza quale azioni o pensieri possono essere costruttivi per noi e quali invece rischiano di intrappolarci in cicli continui di sconforto e dolore.

Pertanto, in questo tempo di emergenza, potrebbe essere utile farci guidare da queste domande:

Cosa è in mio potere fare per rendere questa giornata meritevole di essere vissuta? 

Come posso riorganizzare al meglio il mio tempo rispettando le regole?

Cosa posso mettere in atto consapevolmente per sentirmi meglio e fare sentire meglio gli altri?

Cosa è in mio potere fare nel qui ed ora rispetto al mio lavoro?

Che tipo di persona voglio essere mentre affronto questa emergenza?

Le risposte a questi quesiti possono rappresentare per ognuno di noi una sorta di bussola che può indicarci la direzione, soprattutto quando avvertiamo che il nostro cielo interiore si sta rannuvolando.

4. COLTIVA LA GENTILEZZA VERSO TE STESSO E GLI ALTRI

Questa emergenza inevitabilmente ci pone in una condizione di stress e di vulnerabilità e tutti, con situazioni differenti per intensità e contesto, ci stiamo confrontando con il medesimo disagio.

Per questo motivo è importante riuscire a essere compassionevoli nei confronti di sé e degli altri.

Alleniamoci perciò a non giudicarci, a prenderci cura di noi stessi con azioni e pensieri gentili. Adottiamo un atteggiamento di ascolto e di cura verso i nostri bisogni e le nostre emozioni. Impariamo a rispettare il nostro vissuto e le nostre esigenze attraverso parole buone, complimenti sinceri, rinforzi e carezze emotive.

Allo stesso modo cerchiamo di riservare uno sguardo di cura e benevolenza anche nei confronti delle altre persone, siano esse familiari amici o conoscenti. Mai come in questa situazione riuscire a connettersi con l’altro attraverso l’ascolto può costituire la miglior medicina per risanare ferite e lenire sofferenze interiori.

Pertanto, l’aiuto reciproco in termini di disponibilità e vicinanza emotiva può contribuire a rasserenare i cieli di tutti noi.

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