AUTOSABOTAGGIO SESSUALE, cos’è e perché lo mettiamo in atto

L’autosabotaggio è, nella definizione comune, un meccanismo psichico su base difensiva che tendiamo a mettere in atto, più o meno consapevolmente, e che ci ostacola nel raggiungimento dei nostri obiettivi.

Gli ostacoli possono consistere in pensieri negativi, scenari catastrofici e timore del fallimento che possono sfociare in reazioni quali la fuga o evitamento dell’esperienza che temiamo.

Perche ci si autosabota sessualmente?

L’autosabotaggio sessuale nasce da un bisogno di difendersi spesso da aspettative più o meno realistiche che vengono maturate rispetto a quella determinata esperienza, ma anche per gestire stati o vissuti emotivi che sentiamo prendere il sopravvento e percepiamo essere come “eccessivamente faticosi” .

Possiamo autosabotarci quando prevediamo che un incontro sessuale sarà fallimentare, oppure quando evitiamo di incontrare un partner che ci piace per timore di interfacciarci con la frustrazione a seguito di ipotetica défaillance.

Ci stiamo autosabotando sessualmente anche in tutti in casi in cui temiamo di non provare piacere durante il rapporto e quindi viviamo l’incontro con una sorta di distacco che ci porta, di fatto, ad anestetizzarci rispetto al nostro sentire.

Da cosa dipende l’autosabotaggio sessuale?

  • Caratteristiche personologiche: tendenza al perfezionismo, tratti ossessivi o aspetti narcisistici che portano la persona a rinunciare alle esperienze che teme potrebbero danneggiare la sua immagine;
  • Emozioni forti. In molte situazioni vissuti quali ansia e paura sono assolutamente fisiologici: il problema non sono tanto le emozioni negative ma quanto siamo bravi a riconoscerle, entrarci in risonanza e gestirle;
  • Esperienze sessuali passate percepite come fallimentari o traumatiche. La traccia di ciò che abbiamo vissuto può influenzare negativamente le esperienze presenti e future andando a compromettere la nostra messa in gioco.

Perché l’autosabotaggio è dannoso?

L’autosabotaggio sessuale è un meccanismo di difesa patologico poiché non solo tende a rafforzare l’abitudine disfunzionale dell’evitamento, ma acuisce nel tempo anche il vissuto di paura rispetto a ciò che stiamo evitando.

E’ un meccanismo che ci costringe a fare lo struzzo, rispetto al quale però con poca probabilità riusciremo in autonomia a togliere la testa da sotto la sabbia.

A livello clinico e psicosessuologico molte disfunzioni sessuali nascono e sono rafforzate proprio dal perseverare nella modalità autosabotante.

L’ansia da prestazione, ad esempio, viene mantenuta proprio a causa di pensieri di autosqualifica che nel tempo mantengono la disfunzione e ne peggiorano il quadro clinico.

Autosabotaggio sessuale e Psicoterapia

Un percorso Terapeutico-Sessuologico può aiutare la persona ad inquadrare, comprendere e gestire questa modalità disfunzionale, supportandola in parallelo nell’acquisizione di strumenti più efficaci per gestire eventuali vulnerabilità sul piano psichico.

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LO STUDIO MEDICO ROMBON ha a cuore la tua salute intima, scopri perchè

Gentilezza, sensibilità, professionalità, attenzione al paziente in tutti i passaggi di diagnosi e cura, un Team di Eccellenza medica guidato dalla dott.ssa in Ginecologia e Ostetricia e Sessuologa clinica Lara Yaylayan… tutto questo lo trovi allo studio medico multispecialistico Rombon.

Dove si trova?

Lo studio medico Rombon si trova a Lambrate (Milano) in Via Rombon 39.

Come si accede?

Si accede previo appuntamento tramite segreteria del centro clinico, o attraverso la compilazione del form del mio sito per la prenotazione di primi colloqui conoscitivi inerenti all’area Psicoterapia, Sessuologia e Terapia di Coppia.

Che specialisti puoi trovare?

Ginecologhe, Ostetriche, Fisioterapista, Andrologo, PsicoterapeutaConsulenti sessuali e Sessuologi clinici specializzati AISPA, Nutrizionista, Dermatologa, Medico di medicina estetica.

La presa in carico psicoterapica e sessuologica

Il percorso di cura è personalizzato per ogni paziente, con il grande Plus di accedere ad un lavoro di equipe che vede la compresenza di più figure professionali al servizio della Persona.

Il lavoro di squadra permette infatti un’attenzione multidisciplinare a tutte le fasi cliniche, dall’assessment (valutazione diagnostica) all’impostazione del percorso terapeutico nei casi in cui la presa in carico coinvolga più specialisti.

Grazie a riunioni d’equipe e supervisioni tecniche continue, il vantaggio di avere all’interno dello stesso Centro clinico più figure nell’ambito sanitario permette la strutturazione di un percorso ad hoc completo, aggiornato ed efficace.

Di cosa mi occupo

Come titolare dell’area Psicologia mi occupo di Psicoterapia, Terapia di coppia, Consulenza sessuale e Terapia sessuale. Gli interventi sono rivolti a donne, uomini, adolescenti e coppie.

Tra le problematiche sessuali trattate con successo che hanno coinvolto un lavoro di equipe vi sono:

  • Calo del Desiderio sessuale
  • Problematiche connesse al pre-parto, post-parto e alla Menopausa
  • Avversione sessuale
  • Vulvodinia- Dispareunia, Disturbi da dolore genitopelvico e della penetrazione
  • Vaginismo
  • Disturbi Parafilici
  • Disforia di Genere 
  • Disagio psicologico legato all’Orientamento Sessuale
  • Insicurezza sessuale e blocchi sessuali
  • Eiaculazione Precoce e Ritardata
  • Disfunzione Erettile
  • Ansia da prestazione

Se hai a cuore il tuo benessere intimo e stai cercando un luogo capace di mettere la Persona al centro, in cui sentirti accolt* e a tuo agio, lo studio medico Rombon è la scelta giusta per te.

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SEPARAZIONE E DOLORE PSICOLOGICO: affrontare la fine di una relazione

La fine di una relazione richiede una rielaborazione e riorganizzazione a livello psicologico legata alla perdita.

Anche quando entrambi i partner decidono di comune accordo di interrompere il rapporto, l’epilogo di una storia d’amore smuove vissuti emotivi potenti che richiedono di essere accolti e attenzionati.

Chi lascia si interfaccia spesso con sentimenti quali colpa e senso di responsabilità legata alla sofferenza e alla disattesa dell’aspettativa nell’altro, chi viene lasciato, di converso, si confronta in genere con vissuti legati alla ferita di abbandono subita.

SEPARAZIONE = LUTTO

In termini psichici la separazione è equiparabile a un lutto vero e proprio, pertanto la persona si troverà ad affrontare fasi specifiche, che non sono obbligate e non seguono rigidamente questo ordine, ma tendono a presentarsi nel corso del processo di rielaborazione post rottura

  • Fase di Negazione, come meccanismo di difesa di riparazione al dolore
  • Fase di Rabbia, sfogo e “ricerca del colpevole” che viene impiegata per de-idealizzare il partner 
  • Fase di Negoziazione, ovvero scendere a patti con il dato di realtà
  • Fase di Depressione, affiorano sentimenti legati alla paura abbandonica e al senso di perdita
  • Fase di Accettazione, ciò che è accaduto piano piano viene integrato a livello psicologico e dunque accettato.

Come affrontare il lutto da separazione? 4 suggerimenti

  1. Attraversare le emozioni e le fasi del lutto accogliendo il dolore. In genere si pensa sia funzionale re-agire nell’immediato, ovvero mettere in atto azioni di contrasto per sfuggire all’angoscia che spesso accompagna l’epilogo di un rapporto. Attraversare il dolore significa invece accettare e normalizzare la sofferenza come parte di un processo naturale di rielaborazione della perdita. Non affrettare le cose e prenditi il tempo di cui hai bisogno per vivere il dolore e digerirlo.
  2. Sviluppare autoconsapevolezza, il vuoto interiore post rottura può trasformarsi in uno spazio prezioso di conoscenza di Sé per capire dove siamo, chi siamo e quali sono davvero i nostri bisogni.
  3. Evitare le rimuginazioni su ciò che è stato e che poteva essere, l’eccesso di pensieri legati al passato e a scenari alternativi non solo è inutile, ma rischia di rallentare il processo di riparazione psichica legata al lutto.
  4. Riconosci e segui quello che ami! Riempi quello spazio vuoto con ciò che ti appassiona e che magari avevi rimandato da tempo, riparti da te con ciò che può nutrirti a livello emotivo e affettivo.

Il processo di rielaborazione del lutto a seguito di una rottura è in genere molto doloroso e può essere complicato da affrontare.

Richiedere un aiuto psicologico professionale è la scelta indicata soprattutto quando subentrano vissuti quali ansia, impotenza o disistima.

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TABÙ SESSUALI, quali sono e come liberarsene

I Tabù Sessuali riguardano temi relativi alla sfera intima che tendiamo ad evitare e di cui non parliamo volentieri poiché suscitano in noi sentimenti scomodi quali imbarazzo, vergogna o senso di colpa.

Come nasce il tabù sessuale?

I tabù vengono interiorizzati a partire dell’educazione ricevuta, delle esperienze personali, dal nostro assetto personologico, ma anche delle pressioni sociali che più o meno indirettamente ci influenzano rispetto a ciò che è da ritenersi ammissibile e, di converso, da ciò che invece non lo è.

TABÙ = BLOCCO SESSUALE

Vi sono casi in cui i tabù sono talmente radicati tanto da portare la persona a sentirsi inibita o bloccata nel vivere a propria sessualità in maniera serena.

I 4 tabù più diffusi

  • SESSO ANALE

Pratica che genera ancora molte resistenze nonostante la curiosità relativamente alle sensazioni fisiche e alla componente psicologica correlata.

  • SEX TOYS

I giocattoli sessuali da molte persone vengono percepiti con sospettosità e imbarazzo, tuttavia il loro utilizzo consente di contrastare la monotonia sessuale attraverso sperimentazioni diverse e stimolanti per entrambi i partner.

  • SESSO OCCASIONALE

Rapporti intimi in assenza di coinvolgimento emotivo possono essere stigmatizzati e considerati come pratiche sconvenienti nonostante ad oggi sia in larga misura superata la visione della sessualità unicamente a fini procreativi o agita esclusivamente in un contesto affettivo di coppia stabile.

  • DISFUNZIONI SESSUALI

In genere le persone si sentono a disagio nell’ammettere di avere un problema sessuale, soprattutto gli uomini poiché vige ancora a livello sociale la correlazione tra funzionalità sessuale maschile e il costrutto di “virilità”, pertanto le resistenze nel chiedere aiuto professionale in quadri di Disfunzione Erettile o Eiaculazione Precoce sono ancora diffuse.

La tempestività nel chiedere un aiuto professionale incide in maniera significativa sui tempi del processo di terapia: sottovalutare la disfunzione e posticipare complica il quadro clinico in termini di acutizzazione dei vissuti psicologici correlati.

In alcuni casi i Tabù Sessuali possono essere gestiti attraverso la sperimentazione sospendendo il giudizio: “buttarsi” senza farsi frenare da preconcetti potrebbe infatti riservarci piacevoli sorprese permettendoci di superare paure e false credenze.

Ognuno di noi vive la propria sessualità come crede e non c’è nulla di male nel decidere di non provare determinate esperienze, la cosa importante è che la scelta individuale segua il criterio di LIBERTÀ.

Entrare maggiormente in contatto con le nostre emozioni e bisogni ci consente di capire se il blocco che avvertiamo derivi dal fatto che quella pratica o esperienza sessuale non ci corrisponde, e quindi legittimamente non ci interessa agirla, o se invece sia figlio di pressioni esterne, ansie o costrutti che abbiamo interiorizzato.

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BENESSERE E COPPIA: se rispondi “si” a queste domande potresti avere un problema

La vita di coppia rappresenta certamente un’esperienza nutriente sotto il profilo psichico e affettivo.

La consapevolezza di avere un complice sul cammino della nostra vita ci rassicura e può contribuire a dare un senso più completo alla nostra esistenza.

Ma la coppia è fatta anche di distanze e momenti difficili che possono essere più o meno reversibili. 

Le criticità all’interno della coppia non sono tanto i momenti di crisi, ma come questi vengono riconosciuti, accolti e riparati.

Intercettare eventuali difficoltà relazionali rappresenta il primo passo nella direzione di una loro risoluzione.

Come percepisci oggi la tua relazione di coppia?

Ecco qui un piccolo test di consapevolezza per valutare lo stato di salute della tua relazione

Ti senti spesso solo nel tuo rapporto di coppia?

Il vissuto di solitudine all’interno di un rapporto è naturale e per certi aspetti inevitabile, tuttavia la coppia dovrebbe essere anche il luogo della vicinanza emotiva con il partner. Affrontare problemi insieme e condividere vissuti personali permette l’instaurarsi della complicità e contribuisce al senso di affiatamento nel sentirsi parte di una squadra a due.

Senti i tuoi bisogni mortificati all’interno della relazione?

La relazione di coppia prevede sempre un compromesso in termini di soddisfazione di bisogni del singolo dal momento che le necessità personali devono inevitabilmente essere coniugate con quelle del partner. Tuttavia, una mortificazione eccessiva dei bisogni individuali potrebbe generare nel tempo una profonda frustrazione nei confronti dell’Altro sino ad esitare in momenti di rabbia e conflitto.

Ti senti frainteso, non ascoltato, non compreso dal partner?

Comunicare in maniera chiara ed assertiva è probabilmente l’ingrediente più importante all’interno dei rapporti umani, cosi come la sensazione di essere ascoltati e riconosciuti sul piano emotivo.

Avverti una modifica nella tua vita sessuale di coppia?

La sessualità per ogni coppia è differente in termini di frequenza, pratiche e abitudini. Affinché non si generino conflitti sul piano dell’intimità è fondamentale che il modello sessuale vada bene a entrambi i partner. Modifiche significative sul piano sessuale potrebbero essere foriere di problematiche relazionali e non vanno dunque mai sottovalutate.

Se hai risposto SI a una o più di queste domande forse sperimenti un’insoddisfazione a livello relazionale di coppia.

Un percorso psicoterapico con un Professionista è utile per ricevere un’analisi esterna accurata rispetto a eventuali criticità e per facilitare la coppia a sviluppare strumenti efficaci per gestirle.

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SLOW SEX in coppia, perché dovresti provarlo subito

Ma cos’è lo SLOW SEX in coppia?! Cosa s’intende per SESSO LENTO? Significa quindi fare sesso con lentezza?

Si e no, praticare lo Slow Sex significa anzitutto prendersi un tempo per la sessualità in termini di dedizione e perciò valorizzazione dell’intimità fisica di coppia.

Slow sex = Creare e difendere uno Spazio per la sessualità

La sessualità nel corso di una relazione richiede impegno e investimento continuo per essere tutelata all’interno di una routine quotidiana sempre più richiestiva e distraente.

Organizzare un momento da dedicare alla sessualità può suonare dissonante rispetto alla falsa credenza che trasmette la concezione che il sesso per essere appagante debba essere necessariamente agito in maniera spontanea.

Programmare la sessualità, al pari di altre attività, permette al sesso di non essere fagocitato dagli impegni quotidiani, e simbolicamente impegna entrambi i partner a trovare un tempo da riservare in maniera continuativa all’intimità di coppia.

Slow sex = Preliminari ed Esplorazione Sensoriale

Sebbene il concetto di Slow Sex non escluda la penetrazione, il punto forte di tale pratica consiste nel prolungare il tempo dedicato ai preliminari e al piacere erotico.

Un esercizio di Slow Sex potrebbe essere quello di accarezzarsi nudi reciprocamente in maniera lenta e prolungata per riscoprire le zone erogene proprie e del partner, ovvero le parti del corpo che se sollecitate sono in grado di eccitarci e di darci piacere.

Quando pensiamo al godimento sessuale in genere tendiamo a legarlo alla genitalità, in realtà il nostro corpo è uno strumento fantastico e altamente ricettivo da un punto di vista erotico per riscoprire vibrazioni legate al piacere attraverso la sollecitazione di parti non genitali.

Slow sex = Connessione profonda

Abbracciarsi nudi, accarrezzarsi, masturbarsi reciprocamente, baciarsi in maniera profonda (non solo sulla bocca!) sono tutte pratiche di Slow Sex che andando avanti nella relazione tendiamo a tralasciare o sottovalutare.

Come ripeto spesso ai miei pazienti: “Il sesso non è mai solo sesso”, la sessualità in coppia può veicolare infatti significati diversi e lo Slow Sex permette di riscoprire la sintonia e la connessione con il partner rinsaldando il legame.

La sessualità può assumere tante forme differenti e la bellezza del sesso risiede soprattutto nelle sue infinite possibilità di sperimentazione.

Il sesso dunque non è solo da intendersi come genitalità e coito ma può essere percepito anche come un incontro più profondo di piacere erotico dove riscoprire il partner, se stessi e la relazione di coppia.

Percepisci la tua relazione stanca e annoiata da un punto di vista sessuale? Un percorso sessuologico di coppia potrebbe essere una valida opportunità per riscoprire o costruire con il partner un’intimità fisica appagante.

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EROTIC BLUEPRINT, conosci la tua matrice erotica?

Quanto ti conosci davvero a livello sessuale?

Ognuno di noi, se interrogato sul tema, riesce probabilmente a individuare a grandi linee le proprie preferenze sessuali compresa la classica posizione preferita nel fare l’amore, ma quanto abbiamo realmente consapevolezza delle nostre caratteristiche in termini di funzionamento sessuale ed erotismo?

La sessuologa americana Jaiya ha messo a punto una teoria secondo la quale le persone avrebbero un linguaggio preferenziale in termini sessuali, che corrisponde a quella che viene chiamato Erotic Blueprint, ovvero Matrice Erotica.

La Matrice Erotica si riferisce a un pattern specifico in termini di pratiche preferite, stimolazioni, fantasie e gusti sessuali.

E’ una sorta di impronta preferenziale che determina il modo soggettivo di funzionare nell’intimità.

Secondo Jayla vi sono 5 Matrici Erotiche che possono anche essere rilevate attraverso un Test specifico da lei ideato in grado di individuare la matrice preferenziale sessuale della persona.

Quali sono gli Erotic Blueprints?

  • Energetic: una modalità psicologica di approcciarsi al sesso. In genere le persone che appartengono a questa categoria sono in grado di eccitarsi attraverso le fantasie e dal pensiero di fare sesso piuttosto che dall’atto; amano giocare con la sessualità e sono sensibili all’aspetto energetico legato al sesso. Immaginario sessuale, sexting e, soprattutto, l’attesa di fare l’amore sono gli stimoli che predilige chi ha questo profilo sessuale.

  • Sensual: correlato alla stimolazione sensoriale. Il sesso viene percepito come un’esperienza che vede la sollecitazione dei 5 sensi: stimolazione tattile, ma anche udito, gusto, olfatto e, ovviamente, vista. Le persone che hanno questo profilo amano rapporti lenti ed esplorativi che consentono un’esperienza profonda dell’incontro sessuale. Chi ha questa matrice erotica è attirato da Preliminari lunghi, Slow Sex e da tutto ciò che crea atmosfera, come profumi, candele e attenzione per il dettaglio.

  • Sexual: ami il sesso tradizionale? questa matrice caratterizza tutti coloro che concepiscono la sessualità in termini di genitalità, coito e orgasmo. Pratiche sessuali ma anche pornografia e sesso classico in tutte le sue forme sono gli stimoli preferiti di chi ha un Sexual Blueprint.

  • Kinky: la parola d’ordine qui è sperimentazione. Chi ha questa matrice considera il sesso nella sua accezione più borderline, prediligendo pratiche BDSM, giochi di ruolo, dinamiche di dominazione/sottomissione e tutto quello che può riguardare un’esplorazione più estrema dell’erotismo e della sessualità agita.

  • Shapeshifter: la categoria versatile. Le persone che vi rientrano sono sensibili a tutti i Blueprints sopracitati e tendono a coinvolgerei o ad adattarsi ad ogni tipo di situazione e dinamica sessuale. Può essere considerata una sorta di categoria Jolly; richiede infatti una disponibilità nel mettersi in gioco e di esplorare la sessualità a 360 gradi in assenza di una preferenza specifica.

Hai riconosciuto il tuo Erotic Blueprint?

Conoscersi sotto il profilo erotico non solo permette di ampliare la consapevolezza individuale a livello sessuale ma anche di incrementare la sintonia nell’intimità di coppia.

Individuare e conoscere la propria Matrice Erotica e quella del partner promuove infatti la complicità sotto le lenzuola poiché permette, attraverso una maggior conoscenza sessuale di Sè e dell’Altro, di esplorare la sessualità di coppia in maniera più approfondita e completa incrementando la soddisfazione sessuale reciproca.

Se desideri aumentare la tua consapevolezza e autostima sessuale e/o migliorare la tua vita sessuale di coppia un percorso psicosessuologico potrebbe essere la scelta preferibile.

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CONFINI PSICOLOGICI, cosa sono e perché dovresti stabilirli

Il concetto di Confine di Sé in psicologia si riferisce al perimetro all’interno del quale ci definiamo come Persone in termini di caratterizzazione psichica e determina il modo in cui ci relazioniamo con gli altri.

Il ruolo di confini

Il nostro confine rappresenta la linea che ci separa dal resto dal mondo, ed è proprio attraverso di essa che riusciamo a riconoscere chi siamo, quali sono i nostri valori, pensieri e sentimenti.

I confini ci permettono di preservare noi stessi e, se funzionali, di non farci influenzare o invadere dall’Altro quando non lo desideriamo.

I confini agiscono anche da barriera nei casi in cui percepiamo la relazione con l’Altro come soverchiante e ci tutelano dal cadere in ricatti affettivi o abusi psicologici.

La nascita dei confini, confini di aria o di pietra?

La capacità di stabilire confini funzionali si apprende all’interno del contesto famigliare attraverso le interazioni con le figure di accudimento.

Genitori particolarmente invischianti hanno la tendenza a non rispettare il confine naturale del figlio, interferendo in maniera eccessiva nelle sue scelte e ostacolandone l’individuazione.

Questo tipo di atteggiamento impedisce infatti al bambino di strutturare un senso del Sé solido e da adulto tenderà a trascurare i propri confini cedendo a sensi di colpa, ricatti emotivi e anteponendo, in qualsiasi circostanza, i bisogni degli altri ai propri.

Questi confini labili di aria non gli consentiranno nemmeno di comprendere a fondo chi è in quanto Persona e lo renderanno miope rispetto alle proprie necessità e valori.

Allo stesso modo anche famiglie che vedono la presenza di genitori assenti, distaccati o addirittura maltrattanti ostacolano nel figlio la costruzione di confini sani.

Il bambino infatti imparerà precocemente che può contare solo su se stesso, maturando progressivamente sfiducia nei confronti dell’Altro che diviene una minaccia da cui prendere le distanze. I confini s’innalzeranno a muretti di pietra inaccessibili.

Confini funzionali

Sia i confini inesistenti che invalicabili compromettono il nostro benessere psichico.

I confini possono essere considerati sani quando la Persona ritrova un riferimento in se stessa e utilizza come bussola i propri pensieri, emozioni e valori ma, al contempo, non sente la necessità di difendersi a tutti costi dall’Altro in maniera indiscriminata.

E’ in grado di comprendere chi far entrare nel proprio spazio personale e in che misura tutelando in primis il proprio benessere psicologico.

Come sono i tuoi confini? Funzionali, labili o eccessivamente rigidi?

Se percepisci una difficoltà nello stabilire confini sani un percorso di Psicoterapia potrebbe essere la scelta preferibile per aiutarti a trovare maggior equilibrio con te stesso e con gli altri.

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25/11, “Ti meriti un amore”

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo

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PAURA DELL’INTIMITÀ e salute sessuale, quale relazione?

Entrare in intimità con l’Altro significa sentirsi sufficientemente al sicuro nella relazione tanto da scoprirsi e manifestarsi in maniera autentica.

L’intimità implica un incontro su piani di profondità dove nel manifestarsi esattamente per ciò che siamo consegnamo a un altra persona anche le nostre parti fragili e gli aspetti di noi che rifiutiamo, di cui ci vergogniamo o addirittura temiamo.

Perché si ha paura dell’intimità?

L’intimità a livello relazionale necessita di messa e in gioco e coraggio poiché prevede inevitabilmente una componente di rischio.

Entrare in intimità per alcune persone rappresenta infatti un vero e proprio ostacolo giustificato da timori di diversa natura: la paura di non essere accettati, di essere derisi, di mostrare i propri punti deboli ed essere perciò suscettibili di manipolazione sino al timore di essere scartati e quindi abbandonati.

La paura dell’intimità può avere radici antiche da rintracciarsi nella storia di attaccamento della persona, ma può anche strutturarsi in maniera generalizzata a partire da delusioni o traumi relazionali nel corso dello sviluppo o, ancora, innescarsi in un secondo momento nella dinamica di coppia con un partner specifico.

Paura dell’intimità e disfunzioni sessuali

Spesso Intimità viene utilizzata nel linguaggio comune come sinonimo di Sessualità, erroneamente.

La sessualità può essere infatti vissuta escludendo la dimensione dell’intimità emotiva con il partner, si pensi ad esempio ai rapporti sessuali occasionali, e, di converso, l’intimità può esistere anche in assenza di un’attività sessuale.

Ciò che è certa è la correlazione tra la paura dell’intimità e problematiche sul piano del funzionamento sessuale.

Nei casi di Disfunzione Erettile su base psicogena, raggiungere e mantenere l’erezione diviene spaventante per la persona che teme l’intimità poichè simbolicamente la penetrazione prevede l’accesso al mondo dell’altro e implica una vicinanza significativa quasi fusionale con la partner; anche nei casi di Eiacuazione Ritardata grave la difficoltà a eiaculare all’interno della vagina può sottendere paure connesse al concepimento e quindi timori di responsabilità legati alla creazione di legami significativi.

Nell’ambito delle disfunzioni sessuali femminili nei quadri clinici di Vaginismo, la donna svela più o meno inconsciamente un rifiuto dell’intimità laddove la penetrazione impedita a livello fisico può essere letta come indisponibilità nell’accogliere il partner negandogli l’accesso al suo mondo emotivo interno.

La paura dell’intimità è stata individuata come possibile resistenza anche nella condizione di Disturbo da Desiderio Ipoattivo, nei quali il basso drive sessuale può nascondere una profonda paura connessa all’entrare in relazione.

Ecco dunque che il sintomo sessuale diviene simbolicamente una presa di distanza emotiva e relazionale di incontrare l’Altro a un livello più profondo.

La Psicoterapia

In una visione biopsicosociale del sintomo sessuologico che legge la condizione clinica prendendo in considerazione fattori organici, psicologici e relazionali, la paura dell’intimità può rappresentare una causa psicogena che va indagata nel contesto della valutazione clinica in fase di diagnosi.

Il percorso di Psicoterapia in questi casi è mirato a facilitare il paziente a comprendere le cause di tale paura con la finalità di aiutarlo a sviluppare strumenti efficaci per gestirla e scioglierla.

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