Il problema sessuale di un partner inevitabilmente ha un impatto sull’intimità di coppia e può innescare vissuti di frustrazione, incomprensioni o addirittura provocare una vera e propria crisi relazionale.

Il partner “non disfunzionale” tende ad assumere, più o meno intenzionalmente, atteggiamenti che invece che facilitare la ricerca di una risoluzione aggravano la situazione amplificandone la criticità.

Lavorando con le coppie in terapia ho individuato 4 atteggiamenti comuni che il partner che si confronta con la disfunzione del proprio compagno/a tende a mettere in atto:

  1. AUTOSQUALIFICA: Quando ci si interfaccia con la problematica sessuale dell’altro un atteggiamento frequente consiste nella messa in discussione ingiustificata di se stessi. Le donne spesso in risposta a episodi di disfunzione erettile del compagno leggono nell’assenza di eccitazione uno scarso desiderio nei loro confronti e iniziano a torturarsi con pensieri di autosqualifica: “Cos’ho che non va?; Non sono abbastanza bella; Non ho un corpo cosi attraente…”. Questo atteggiamento è pericoloso poiché porta allo sviluppo di vissuti di inadeguatezza che minano gradualmente l’autostima e la sicurezza interna.
  2. MESSA IN DUBBIO DEL SENTIMENTO: Similmente alla messa in discussione di sé, viene spesso messo in dubbio anche il coinvolgimento sentimentale del partner nei propri confronti: “Se non funziona sessualmente significa che non mi ama più o che non è coinvolto sentimentalmente con me”.
  3. AGGRESSIONE e PUNIZIONE: La reazione comune adottata dal partner si traduce spesso in atteggiamenti aggressivi o passivo-aggressivi responsabili dell’innesco di cicli di conflitto che, se reiterati, stancano e danneggiano il rapporto di coppia.
  4. RITIRO DALLA SESSUALITA‘: Una conseguenza tipica è la sospensione totale dell’attività sessuale attraverso forme di evitamento che penalizzano, oltre il coito, anche i preliminari e gli scambi affettuosi che si riducono gradualmente sino ad azzerarsi provocando freddezza relazionale e distanza emotiva.

COSA FARE INVECE PER AIUTARE IL PARTNER?

Evitare atteggiamenti vittimistici e di autosqualifica

Evitare conclusioni affrettate e pensieri “Se, allora” negativi e approssimativi

Gestire la frustrazione scartando atteggiamenti reattivi e aggressivi nei confronti del partner. In questi casi quando contattiamo rabbia o risentimento possiamo fare uno sforzo di empatia mettendoci nei panni dell’altro. Spesso infatti la disfunzionalità sessuale viene vissuta con grande disagio dalla persona che può sentirsi profondamente in imbarazzo e inadeguata. In molti casi la preoccupazione oltre che riguardare una ferita al Sé, può nascondere un timore abbandonico laddove, a causa della propria difettosità, ci si confronta con la paura di venire lasciati e perciò abbandonati.

La parola d’ordine anche qui è COMPLICITA’, la disfunzione sessuale va gestita attraverso UN LAVORO DI SQUADRA. Il partner “non disfunzionale” ha infatti un ruolo determinante nel supportare il compagno/a nella risoluzione del problema.

L’atteggiamento da adottare “che funziona” comprende quindi DISPONIBILITA’ ALL’ ASCOLTO senza giudizio, ACCOGLIENZA rispetto al vissuto dell’altro e VICINANZA EMOTIVA.

Nei casi in cui la disfunzione non si verifica in circostanze episodiche ma tende a persistere nel tempo e a presentarsi con cadenza regolare durante gli incontri sessuali, scegliere di rivolgersi a un Professionista per un supporto psicosessuologico può rappresentare la scelta preferibile.

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