Il racconto dei germogli fragili di Carl Rogers è una potente metafora di resilienza che può venirci in soccorso ogni qualvolta ci sentiamo senza speranza e in balia delle difficoltà delle vita.

Carl Rogers (1951), psicologo statunitense e padre della Terapia Centrata sul Cliente, riconosce come ogni essere vivente abbia in sé, sin dalla nascita, una sorgente di energia orientata allo sviluppo di tutte le sue capacità.

Questa forza rappresenta in ognuno di noi la spinta motivazionale innata alla base di ogni comportamento e viene definita da Rogers come Tendenza Attualizzante, ovvero una spinta all’attualizzazione, alla conservazione e al miglioramento dell’organismo.

La Tendenza Attualizzante è un concetto meraviglioso e centrale del pensiero rogersiano, e si inserisce all’interno della visione umanistica dell’uomo che attribuisce valore all’essere umano in quanto essere razionale, responsabile e degno di fiducia.

Essa è presente in tutti gli organismi, compresi gli esseri umani, e se le condizioni sono favorevoli, permette all’individuo di realizzare tutto il suo potenziale.

Le condizioni possono essere considerate favorevoli quando l’individuo cresce in un clima relazionale fatto di sensibilità e accettazione per ciò che è in quanto persona, nella sua unicità e nel rispetto dei suoi bisogni.

Ciò significa che affinché l’individuo possa realizzare appieno tutte le sue potenzialità è indispensabile un contesto di relazioni umane positive e l’assenza di minaccia rispetto al suo Sé.

Il disagio psichico è fortemente legato, in un’ottica rogersiana, alla mancanza di una piena accettazione della persona da parte di figure significative dell’infanzia come genitori, famigliari o insegnanti.

Per appagare il nostro bisogno universale di sentirci amati e riconosciuti dagli altri, sin da bambini tendiamo a soffocare alcune parti di noi e ci plasmiamo sulle aspettative esterne, perdendo il contatto con il nostro vero Sé.

La nostra Tendenza Attualizzante può dunque essere ostacolata o pervertita ma, evidenzia Rogers, essa si estingue solo con la morte dell’organismo stesso.

Per chiarire questo concetto Rogers racconta la storia di un cesto di patate abbandonate nel seminterrato della sua casa d’infanzia, riportando come, nonostante le circostanze di deprivazione date dall’assenza di luce e acqua, i tuberi riuscissero comunque a germogliare, certo virgulti fragili e pallidi, ma comunque manifestazioni di vita.

I tuberi in questione non avrebbero mai raggiunto il loro potenziale, date le condizioni sfavorevoli, ma tentavano di farlo con tutte le loro forze.

“La vita, anche se non le era possibile fiorire, non rinunciava a se stessa”

Anche in assenza di condizioni positive, abbiamo tutti dentro di noi i germogli della crescita, e la possibilità di migliorarci e attualizzarci come esseri umani. 

Un percorso di psicoterapia, in tal senso può essere d’aiuto.

Attraverso l’esperienza di una relazione significativa, congruente e non giudicante con il terapeuta, la persona ha l’opportunità di sperimentare un maggior contatto con i propri bisogni, e di sviluppare flessibilità e fiducia verso il proprio sentire.

La psicoterapia ha lo scopo di liberare la Tendenza Attualizzante nella persona promuovendo il contatto con il suo vero Sè, aiutandola a raggiungere il benessere psicologico.


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Bibliografia:
Rogers, C.R. (1951) Clientered-centered therapy, Houghton-Mifflin, Boston. Trad. It.Terapia centrata sul cliente, La Nuova Italia, Roma, 1997