L’incontro sessuale ci confronta inevitabilmente con la dimensione dell’Intimità, che riguarda anche il mostrarsi nudi di fronte all’altro e quindi, a livello simbolico, apparire scoperti e perciò vulnerabili.

Un cattivo rapporto con il proprio corpo legato soprattutto a vissuti di insoddisfazione per l’immagine che ci rimanda lo specchio, può avere delle ricadute severe sulla sessualità rendendola un’esperienza spiacevole e imbarazzante.

Il timore che il partner, sorprendendoci nella nostra imperfezione, possa non apprezzarci va a minare il bisogno umano di sentirci accettati e validati dall’altro, soprattuto quando L’Altro è una persona a cui attribuiamo un forte significato in termini di investimento relazionale o affettivo.

Sentirsi a proprio agio nel mostrare il proprio corpo è un fattore importante per calarsi nell’esperienza sessuale e poter godere appieno delle sensazioni attivate dell’incontro.

La vergogna comune nelle donne, per esempio, di mostrare il proprio seno, di cui spesso sono insoddisfatte, le porta a mettere in atto, durante il rapporto sessuale continui tentativi di nascondimento evitando posizioni o pratiche rispetto alle quali sarebbe più esposto.

Il focus eccessivo su quella specifica parte del corpo comporta una perdita di abbandono sessuale e può attivare fenomeni disfunzionali come Spectatoring e problematiche nella risposta orgasmica.

VERGOGNA E DISFUNZIONI SESSUALI

La vergogna nel mostrare il proprio corpo può sfociare nei casi più gravi in vera e propria Ansia da rapporto responsabile della manifestazione di Disfunzioni sessuali come DISFUNZIONE ERETTILE, PROBLEMATICHE NEL RAGGIUNGIMENTO DELL’ORGASMO o quadri di CALO DEL DESIDERIO, generati dal fatto che la persona si auto-saboterebbe, in maniera più o meno consapevole, per tutelarsi da possibili vissuti di disagio legati all’incontro sessuale.

COME GESTIRLA?

  • RIDIMENSIONA I PENSIERI CRITICI CAMBIANDO IL DIALOGO INTERIORE

Il dialogo interiore è quel flusso di comunicazione che intratteniamo con noi stessi.

Sviluppare consapevolezza rispetto a pensieri eccessivamente severi sul nostro corpo ci permette di ridimensionarli e “abbassarli di volume”, evitando che venga avviato in maniera automatica un dialogo di auto-squalifica, spesso aggressivo ed estremamente giudicante.

  • LAVORA SU CIO’ CHE PUOI MODIFICARE, ACCETTA QUELLO CHE NON PUOI CAMBIARE

Modificare aspetti che ci piacciono meno del proprio corpo, in un processo sano di cura e di valorizzazione di sé, può aumentare la nostra autostima legata all’immagine corporea.

Accettare ciò che non ci piace e che non abbiamo il potere di cambiare invece, non significa rassegnarsi, ma allenarsi ad amare ciò che del nostro corpo tendiamo a rifiutare o a considerare come imperfezione.

  • EROTISMO” NON FA RIMA CON “CORPO PERFETTO

Sentirsi sessualmente seducenti e attraenti non ha nulla a che vedere con l’abitare un corpo perfetto secondo i canoni moderni. L’erotismo è infatti legato alla consapevolezza sessuale e alla fiducia rispetto a ciò che si è nella totalità.

Talvolta i motivi che sottendono la vergogna legata al mostrare il proprio corpo sono più radicati o difficili da identificare e gestire. In questi casi rivolgersi a uno Psicoterapeuta può aiutarci a fare chiarezza sui motivi del disagio impostando una presa in carico adatta alle nostre esigenze.

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